CHAOS Project



CHAOS project
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A volte pu capitare che, assistendo alla performance di un artista, in un qualunque campo dell'arte essa sia, ci si chieda quali sono stati i presupposti che hanno portato a tale esternazione di emozioni e sensazioni per poterne dare una chiave di lettura pi obbiettiva possibile ancorch personale. A volte si tratta di opere completate solo dopo lungo travaglio e lunga maturazione, altre, invece, in pochissimo tempo legate ad impulsi o a raptus irrefrenabili che conducono all'ispirazione "di getto".

In questo caso, forse, la domanda fuori luogo e per spiegarne il motivo si potrebbe far ricorso a due esempi che hanno a che fare, in un certo senso, con l'arte figurativa: una mostra di pittura estemporanea e l'opera musicale "Quadri d'una esposizione" di Modest Mussorgskij.

Il primo, letto sotto l'aspetto ispirativo e creativo, rende benissimo l'idea di un'immagine che prende forma in tempo reale: gli artisti, infatti, consegnano le loro opere cominciate solo poche ore prima.

Il secondo, letto sotto l'aspetto emotivo, rende benissimo l'idea del mutare di emozioni e sensazioni, in un flusso continuo, che il compositore ha voluto rappresentare in musica, nello stesso momento in cui, cambiando idealmente stanza, si cambia anche la visione del quadro e di ci che rappresenta per poi passare a quello successivo, in un'altra stanza, con un altro flusso emotivo.

Lo spirito del concerto proprio questo: improvvisazione pura e scorrere di emozioni.

Nello stesso tempo si era pittori e compositori: pittori quando si creava un nuovo flusso sonoro con delle nuove "pennellate" di musica sulla tavolozza vuota; compositori quando la percezione di quello stesso flusso sonoro, appena creato dal pittore, influenzava emotivamente la nostra composizione che era estemporanea e che quindi ci trasformava a nostra volta in pittori mentre il pittore di poc'anzi lasciava il passo al compositore che era in lui in una sorta di divenire continuo senza soluzione di continuit. Prendendo a prestito le immagini evocate dagli esempi appena descritti, il compositore, varcando la soglia della stanza, trova un pittore che dipinge in estemporanea un quadro; sull'onda emotiva compone la sua musica mentre il pittore, catturato dalle emozioni date dalle note, lascia i pennelli mettendosi a suonare divenendo compositore; a questo punto il compositore prende i pennelli e continua a dipingere il quadro lasciato dal pittore trasformandosi a sua volta in un pittore.

Il risultato una sorta di "ambientazioni" e "atmosfere" diverse, sebbene estemporanee, che si susseguono come se si passasse da una stanza all'altra per vedere un altro pittore mentre dipinge e completa un altro quadro, ovviamente diverso dal precedente.

Ed ancora pi sorprendente se si pensa che alcuni dei componenti - protagonisti della per-formance - non si conoscevano neanche prima di .. "attaccare la spina"!

Da tempo era in previsione, quel giorno, un concerto col trio di chitarre acustiche di cui facevo parte. Una settimana prima uno dei due chitarristi da forfait. Si pensava di andare in due ma tre giorni prima si ritira anche il secondo. Rimanevo solo io: pensavo di salvare la serata mettendo dischi. Pura illusione: il DJ c' gi! Non amo lasciare i miei guai nella sporta altrui ma i due poco seri compagni d'avventure musicali mi avevano messo veramente in un vicolo cieco e non avevo alternative: comunicare a Ciro e a Flavio che negli ultimi giorni nessuno mi aveva annunciato la dipartita del classico, sconosciuto, zio d'america con tanto di cilindro magico in eredit o inventarmi il cilindro magico

Se ne discuteva la sera prima con Jo e Gabriele (lasciamo al lettore la facolt di colorire a piacimento la discussione con riferimento ai due forfettari) sul come risolvere la situazione visto che l'idea ingenua di improvvisarci DJ in un music bar era stata immediatamente e mestamente ar-chiviata poich un music bar di solito, il sabato sera, ha un DJ residente, o quasi (!). Ad un certo punto dal nulla si ode una voce: "Beh., allora suoniamo noi!"

Come sarebbe a dire: "suoniamo noi"?! Cosa? Chi? Quando? Perch? Non abbiamo mai suonato assieme se non dopo un paio di bicchieri di vin brule (appunto!) e con una chitarruccia da fal sulla spiaggia e un vassoio capovolto a mo' di percussione e con un po' di persone attorno (che di bicchieri ne avevano visti molti di pi) che ululavano qualche canzone cercando di seguire musica e tempo!! Ma s: neanche due mesi prima Jo e Gabriele avevano gi fatto una cosa del genere con un altro chitarrista ed io li avevo visti rimanendo impressionato dalla capacit che avevano di seguire l'onda delle emozioni piuttosto che quella dei virtuosismi "in solitaria". Loro.. Ma io no!

- Allora: suoniamo? .Non suoniamo?

- Ma io non ho mai fatto una cosa del genere!..S, d'accordo, l'avete gi fatto voi giorni fa. Dite che non sapete come ma qualcosa ne verr fuori?

Andata!

Chiedo scusa: a chi serviva un cilindro magico? Ne ho appena trovato uno!!

Arrivati al bar LA PAUSA assistiamo alla scena di Ciro e Flavio - che si aspettavano chitarre acustiche anzich elettriche, computer, tastiere e batteria - che ci guardano sgomenti e troviamo due sconosciuti che hanno appena finito di fare la loro performance. In una sorta di ricerca di condivisione (della serie: mal comune, mezzo gaudio) nei confronti di un ignoto destino e nella speran-za di alleggerirne il fardello, qualcuno chiede loro: "Suonate con noi?"

(!) Si guardano negli occhi.: non hanno ben capito se si scherza o si fa sul serio.

"Beh., non sappiamo.... Ma s, dai: si pu fare... Che musica fate?"

Ancora oggi non sono in grado di descrivere la faccia che hanno fatto quando abbiamo risposto quasi all'unisono "Non lo sappiamo neanche noi: la prima volta che suoniamo assieme!"

MICHELE PALMIERI (chaos)

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