Catalogo RES: [CHAOS] quattordicidodicizerodue


quattordicidodicizerodue
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L'operadal comunicato stampa
PresentazioneMichele Palmieri
PresentazioneMauro Stocco
Tecnica di registrazioneMichele Palmieri
Presentazione dal libretto del CD
A volte può capitare che, assistendo alla performance di un artista, in un qualunque campo dell'arte essa sia, ci si chieda quali sono stati i presupposti che hanno portato a tale esternazione di emozioni e sensazioni per poterne dare una chiave di lettura più obbiettiva possibile ancorché personale. A volte si tratta di opere completate solo dopo lungo travaglio e lunga maturazione, altre, invece, in pochissimo tempo legate ad impulsi o a raptus irrefrenabili che conducono all'ispirazione "di getto".
In questo caso, forse, la domanda è fuori luogo e per spiegarne il motivo si potrebbe far ri-corso a due esempi che hanno a che fare, in un certo senso, con l'arte figurativa: una mostra di pit-tura estemporanea e l'opera musicale "Quadri d'una esposizione" di Modest Mussorgskij.
Il primo, letto sotto l'aspetto ispirativo e creativo, rende benissimo l'idea di un'immagine che prende forma in tempo reale: gli artisti, infatti, consegnano le loro opere cominciate solo poche ore prima.
Il secondo, letto sotto l'aspetto emotivo, rende benissimo l'idea del mutare di emozioni e sensazioni, in un flusso continuo, che il compositore ha voluto rappresentare in musica, nello stesso momento in cui, camminando idealmente tra gli ambienti di una esposizione, si cambia anche la vi-sione del quadro e di ciò che rappresenta per poi passare ancora a quello successivo - in un'altra stanza, in un altro ambiente - con un diverso e rinnovato flusso emotivo.
Lo spirito del concerto è proprio questo: improvvisazione pura e scorrere di emozioni.
Nello stesso tempo si era pittori e compositori: pittori quando si creava un nuovo flusso so-noro con delle nuove "pennellate" di musica sulla tavolozza vuota; compositori quando la percezio-ne di quello stesso flusso sonoro, appena creato dal pittore, influenzava emotivamente la nostra composizione che era estemporanea e che quindi ci trasformava a nostra volta in pittori mentre il pittore di poc'anzi lasciava il passo al compositore che era in lui in una sorta di divenire continuo senza soluzione di continuità. Prendendo a prestito le immagini evocate dagli esempi appena de-scritti, il compositore, varcando la soglia della stanza, trova un pittore che dipinge in estemporanea un quadro; sull'onda emotiva compone la sua musica mentre il pittore, catturato dalle emozioni date dalle note, lascia i pennelli mettendosi a suonare divenendo compositore; a questo punto il compo-sitore prende i pennelli e continua a dipingere il quadro lasciato dal pittore trasformandosi a sua volta in un pittore.
Il risultato è una sorta di "ambientazioni" e "atmosfere" diverse, sebbene estemporanee, che si susseguono come se si passasse da una stanza all'altra per vedere un altro artista mentre dipinge e completa un altro quadro, ovviamente diverso dal precedente.
Da tempo era in previsione quel giorno un concerto col trio di chitarre acustiche di cui face-vo parte. Una settimana prima uno dei due chitarristi da forfait. Si pensava di andare in due ma tre giorni prima si ritira anche il secondo. Rimanevo solo io pensando di salvare la serata mettendo di-schi. Pura illusione: il DJ c'è già! "Allora suoniamo noi? Non suoniamo? Ma io non ho mai fatto una cosa del genere!…..Ah, l'avete già fatto voi giorni fa e dite che non sapete come ma qualcosa ne verrà fuori".
Troviamo due sconosciuti che hanno appena finito di fare la loro performance. Quasi come una sorta di ricerca di condivisione nei confronti di un ignoto destino, nella speranza di alleggerirne il fardello, qualcuno chiede: "Suonate con noi?" "Beh…., non sappiamo....; sì…dai, si può fare…. Che musica fate?"
Ancora oggi non sono in grado di descrivere la faccia che hanno fatto quando abbiamo ri-sposto quasi all'unisono "Non lo sappiamo neanche noi: non abbiamo mai suonato assieme!"
RESCD0301 (CD-R)

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