Catalogo RES: [CHAOS] quattordicidodicizerodue


quattordicidodicizerodue
[CHAOS ]
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L'operadal comunicato stampa
PresentazioneMichele Palmieri
PresentazioneMauro Stocco
Tecnica di registrazioneMichele Palmieri
Presentazione dal libretto del CD
Esiste, in un panorama multiforme ed affollato come quello della musica d'oggi, ancora spazio per la musica improvvisata?
Esistono ancora, nei gusti di un pubblico sepolto quotidianamente da stimoli sonori di tutti i generi e poco propenso oramai ad un ascolto non tanto critico ma quantomeno non accidentale, tensione ed interesse verso materiali musicali non convenzionali, frutto di un approccio secondo cui la predeterminazione della sintassi stilistica lascia spazio al flusso semantico della creazione musicale in tempo reale?
Per rispondere a queste come alle molte domande che oggi si potrebbero porre sulla musica si dovrebbe quantomeno chiarire a priori cosa si voglia intendere con "avere ancora spazio", o fino che punto possa essere veramente significativo, dal punto di vista del risultato artistico, entrare nei gusti del pubblico…
Quel che è certo è che, a differenza di qualche anno fa quando ancora esistevano fasce d'ascolto di massa che un po' perché se ne parlava e un po' per curiosità personale cercavano di non limitarsi ad un ascolto puramente passivo di quanto di musicale attraversasse i canali della comunicazione, almeno da un paio di decenni a questa parte si è assistito da questo punto di vista ad un mancato ricambio generazionale e ad un sensibile abbattimento del livello medio del processo di decodifica del contenuto musicale, che ha spostato in maniera decisiva il baricentro dei gusti del mercato e del conseguente adeguamento dell'attività promozionale del business della produzione musicale.
Questa evoluzione del gusto culturale ha avuto una serie di conseguenze, tra le quali la chiusura di molte porte in faccia a tutta un serie di redivivi della creatività da allora rimasti ai margini del mercato stesso, costretti talvolta ad una imbarazzante e difficile sopravvivenza.
Fortuna ha voluto che, parallelamente, tecnologie sempre più a basso prezzo consentissero registrazioni di qualità e realizzazioni discografiche autoprodotte che fino a qualche anno prima sarebbero risultate proibitive al di fuor del circuito professionistico: una sorta di democratico pluralismo digitale a base di DAT e CD - piace pensarlo così - grazie alla quale sono stati indirettamente ripescati quegli stessi personaggi, altrimenti destinati unicamente al ricordo di pochi nostalgici appassionati, che hanno potuto dunque continuare a fissare il loro lavoro nella speranza di trovarne poi distribuzione (che rimane in ogni caso il 50% del problema).
In un quadro come quello descritto, è naturale pensare che realizzazioni come quelle di CHAOS trovino un naturale retroterra di riferimento; la musica, registrata live con un gusto quasi zen di raccogliere qualsiasi evento sonoro intercorso durante le performance, ronzii compresi, si sviluppa secondo lunghe suite che lasciano intatta all'orecchio dell'ascoltatore un'appagante sensazione di libertà della costruzione musicale, che di volta in volta si fa veicolo della partecipazione occasionale di musicisti presenti alla session - quasi un ricorso storico del soundpool di MEViana memoria - salvo diventare stimolante contraltare alle lecture di Patrizia Canton, ascoltata dal vivo in altre performance.
La componente improvvisata è innestata in un contesto in cui il feeling di strutture armoniche, pedali e riff è sempre più o meno latente - retaggio certamente di un certo tipo di formazione d'ascolto - anche nelle situazioni in cui la stessa componente è più marcata; questo certamente contribuisce a rendere fruibile la musica anche ad un ascoltatore non strettamente specialista.
Una menzione va certamente al coraggio degli artefici di questo progetto, ed un'altra - infine - a "LA PAUSA", in un panorama piuttosto deprimente di locali poco inclini a rimanere col cerino in mano rischiando sulle musiche non convenzionali.
RESCD0301 (CD-R)

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