Catalogo RES: [MAX WAVES] airland - studie I


airland - studie I
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Note dell'AutoreMax Waves
Composizione e timbricheMax Waves
I synth virtualiMax Waves
Composizione e timbriche

Inizialmente 'Airland' nasce come progetto di musica elettronica 'tradizionale'. Dopo qualche tempo pero' comincia ad abbracciare un senso piu' ampio e completo. Significa che, con 'musica elettronica', non ci si limitava piu' a determinare semplicemente un genere contraddistinto da suoni ruvidi, asciutti ed armonie robotiche, ma si espandeva il concetto fino a comprendere quella che, molti anni fa, teorizzavo come 'solid state music'. In pratica si considera il computer come un 'compagno' con il quale condividere la creazione musicale; compagno, in grado di sopportare responsabilita' compositive e non soltanto un povero schiavo ottuso e ignorante. C'e' un termine, (RANDOM), entrato nel nostro vocabolario da oramai dieci anni e che significa in parole povere: 'computer... fai tu!' con spesso risultati inascoltabili. Questo perche' il campo dove il computer poteva agire all'epoca era limitato alla semplice generazione di note. Con alcuni nuovi software - Numerology e' uno dei piu' interessanti - la 'randomizzazione' puo' essere indirizzata a tantissimi altri aspetti che compongono un brano musicale: dalla gestione espressiva delle dinamiche, alle modulazioni, all'ordinamento delle sequenze... Tutti aspetti che, qualche decennio fa, si potevano soltanto immaginare.
Ecco perche' 'Airland' e' un disco di 'vera' musica elettronica: musica, cioe', generata esclusivamente da macchine elettroniche e, da queste macchine, in parte gestita. L'Uomo (in questo caso, io) si limita a decidere cio' che e' bello da cio' che non lo e'; esercitando, quindi, un ruolo di controllo ispirato dall'esperienza, gusto, sensibilita' e cultura.

Una volta che i dati compositivi sono stati decisi, si e' passati all'espressione degli stessi. Anche qui, come e' gia' stato detto, si e' fatto un uso completo di macchinari (sintetizzatori, campionatori, filtri e altro) spesso sormontati gli uni agli altri nella ricerca di timbriche 'piene' e 'spettralmente' importanti. Per i suoni orchestrali, ad esempio, si sono usati dai tre ai quattro sintetizzatori contemporaneamente per una sola parte... questo perche' in realta' l'orchestra non e' composta soltanto da un elemento ma trae la sua caratteristica peculiare dal 'ensemble' di piu' stumentisti. Nei synth moderni i suoni orchestrali sono gia' confezionati per emulare la presenza di piu' timbriche ma, in realta', e' soltanto un'impressione: nello spettro sonoro di un'orchestra 'vera' ci sono molte piu' armoniche; da qui, pertanto, la decisione di sacrificare piu' macchine per un unico scopo.
La maggior parte dei suoni sono stati, in seconda istanza, processati con varie applicazioni in grado di aumentarne la corposita' e lo spazio dinamico.
RESCD0401 (CD)

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